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martedì, giugno 25, 2019
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Come accettare e superare ( se necessario) la timidezza

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Di Salvatore Santoru

La timidezza è una caratteristica della personalità che può interessare diversi e determinati ambiti del comportamento di un individuo. Esistono vari gradi di timidezza ed essi possono essere di varia natura e, in linea di massima ma non esclusivamente, sono legati alla percezione ( interiore ed esteriore) che si ha di sé stessi come persone nell’ambito della società.

 



Di per sé la timidezza non è un disturbo e può essere considerata sia una ‘possibile risorsa’ e, d’altro canto, un’ eventuale ‘limitazione’ in determinati ambiti e ambienti.
Difatti, c’è da dire che dei ‘tratti timidi’ non raramente ‘nascondono’ e/o sono caratteristici di individui dotati di fondamentali potenzialità e, dall’altra parte, c’è da dire che tali tratti possono essere ‘penalizzanti’ se e quando ostacolano l’espressione del proprio essere e una sostenibile ‘convivenza interiore’ e con gli altri.

Oltre a ciò, c’è da ricordare che la società contemporanea non è tendenzialmente troppo ‘tollerante’ verso l’esistenza di questi tratti e ciò non raramente porta e/o può portare alla chiusura e al forzato isolamento degli individui che presentano alcune caratteristiche di queste caratteristiche e ciò spesso porta ad un vero e proprio ‘circolo vizioso’.

Il punto è che tali caratteristiche non devono essere viste come necessariamente ‘invalidanti’ e devono essere, per quanto possibile ed auspicabile, accettate.
Inoltre, tale accettazione potrebbe portare allo stesso superamento di quei tratti che sono considerati come ‘disfunzionali’ nei confronti di sé e dei rapporti con la società.

Insomma, gli individui che presentano ‘tratti timidi’ dovrebbero accettarli e, se necessario, superarne le caratteristiche ‘troppo estreme’ o limitanti.
Su ciò, c’è da dire che una strategia fondamentale nell’accettare tali caratteristiche è il fatto di ‘non lasciarsi andare’ eccessivamente e coltivare i propri interessi e le proprie passioni.

Inoltre, un altro elemento fondamentale è il ‘fregarsene’ ( almeno parzialmente eh ) dell’eccessivo giudizio altrui e il non credersi sbagliati/falliti o il lasciarsi andare troppo ad altri pensieri negativi che possono eventualmente far peggiorare la propria autostima e la percezione che sia ha di sé stessi.

Si dovrebbe sviluppare un parziale ‘distacco’ da certe sensazioni negative che caratterizzano la percezione dei tratti timidi e, al contempo, creare una certa ‘fierezza’ nell’essere sé stessi e nella ‘devozione’ ai propri interessi e passioni che sono o possono essere delle possibili potenzialità individuali e, perché no, sociali.

Ciò potrebbe o dovrebbe portare ad una ri-considerazione di sé stessi e della propria vita e ad un eventuale atteggiamento maggiormente costruttivo nei confronti di essa

ARTICOLO PUBBLICATO ANCHE SU https://www.informazioneconsapevole.com/2019/04/come-accettare-e-superare-la-timidezza.html

IL METODO PER RAGGIUNGERE I TUOI SOGNI

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Di Danilo Maruca *

Tutti i grandi sognatori pragmatici, artisti e creatori hanno ricevuto nel corso delle loro vite diverse idee ed intuizioni. Seguendole hanno trovato soluzioni nuove o creato qualcosa che prima non esisteva. Questo li ha portati a fidarsi sempre di più del loro intuito.




Tutte le intuizioni e i sogni che abbiamo sono governati da principi e leggi ben precise di cui la maggior parte delle persone ne ignora l’esistenza.
Le Leggi dell’Intuizione
L’intuizione è un vero e proprio “canale” che collega il cervello al mondo delle idee. Essendo un canale esistono dei modi di pensare e di fare che lo mantengono aperto e altri che invece lo chiudono totalmente.
Ecco i modi principali per tenerlo aperto:

Creare qualcosa per il bene degli altri: quando le nostre idee sono guidate dall’intento di voler servire gli il prossimo nel migliore dei modi, è molto più semplice avere delle intuizioni. Desiderare di creare qualcosa che aiuti più persone possibili, che le ispiri e le migliori è un modo sicuro per diventare una calamita d’idee creative e d’intuizioni.

Che sia un cantante, uno scrittore oppure un avvocato…nel momento in cui decide di voler creare qualcosa di utile per il prossimo la sua mente riceverà delle intuizioni e delle idee che altrimenti non avrebbe ricevuto. Mettersi al Servizio degli altri fa si che la qualità di ciò che creiamo si elevi enormemente. Se sono un cantante e scrivo canzoni solo per ispirare gli altri, la qualità delle idee che avrò sarà maggiore rispetto al cantante che invece scrive solo per ricevere in cambio lo stipendio. La visione che portiamo avanti con la nostra vita determina la qualità delle idee che riceveremo.

Ricordarsi che tutto è un dono: perché niente ci è dovuto e ci appartiene. Le persone che fanno parte della nostra vita indipendentemente se sono amici, familiari, partner, collaboratori, figli e tutti gli oggetti che utilizziamo sono dei doni che la vita ci ha offerto. Alla vita non importa nulla che abbiamo firmato un pezzo di carta dove affermiamo che “quel” cellulare è nostro. Tutto ci può essere sottratto in ogni momento. Ricordarsi che nulla ci appartiene e ringraziare per ciò che abbiamo è un ottimo modo per mantenere il canale dell’intuizione aperto. Nella vita soffre chi si attacca maggiormente a cose e a persone e invece vive con più leggerezza chi vive secondo l’atteggiamento mentale che “tutto è un dono”. Tutto è un dono, quindi io utilizzo gli oggetti che ho e …il giorno in cui questi oggetti non serviranno più alla mia evoluzione, la vita me li toglierà.
I modi di pensare principali con la quale chiudiamo il canale dell’intuizione invece sono:
Sentirsi il creatore delle idee che abbiamo ricevuto: se sono uno scrittore e ricevo una grande intuizione sulla trama di un romanzo da scrivere, ma inizio a sentirmi importante e a gonfiare il mio “ego” perché ho avuto una grande idea…questo mio modo di fare porta il canale dell’intuizione progressivamente a chiudersi. Più mi sento il creatore delle intuizioni che ricevo e meno ne avrò in futuro. Infatti sono molti gli scrittori che avendo scritto un ottimo libro e ritenendosi i creatori delle idee che hanno ricevuto, hanno chiuso il canale dell’intuizione e la loro creatività è sfociata nel “blocco dello scrittore”. Non sapendo più cosa scrivere e chiedendosi che fine abbia fatto tutto il loro “potere”.
Creare qualcosa solo per se stessi: quando dietro le nostre azioni creative c’è l’atteggiamento mentale di creare qualcosa di utile solo per noi stessi, difficilmente si avrà accesso a idee e intuizioni. Più alte sono le mie ispirazioni e maggiori sono le ispirazioni che avrò, invece se voglio diventare un medico solo per lo stipendio, questo chiuderà il mio canale delle intuizioni. Più mi metto al centro del mondo, come se tutto girasse intorno a me e meno intuizioni avrò.
Quindi se da oggi vuoi ricevere maggiori intuizioni ricordati di:
 – Mettere la tua arte al Servizio degli altri;
– Vivere con l’atteggiamento che tutto ciò che hai è un dono;
Le 3 Fasi per realizzare un Sogno
Ogni sogno che vogliamo realizzare ha tre fasi per trasformarsi da semplice idea a realtà. Ecco quali sono:
Impossibile :
All’inizio ogni sogno appare impossibile. Infatti ogni persona creativa, ogni sognatore e artista sa che deve imparare a difendere i suoi sogni e le sue visioni. Difenderle da credenze limitanti, da dubbi e paure. Le idee di una persona creativa sono diverse da quelle di tutte le altre persone, viaggiano controcorrente…per questo un artista deve imparare a credere in se stesso e nella sua visione. In questa fase, il sogno appare impossibile da realizzare e tutte le persone che ti circondano faranno di tutto per impedirti di raggiungerlo. Per superare questa fase il paradigma è “Credere per Vedere”. Ripeti a te stesso:”Se ci crederò e mi impegnerò abbastanza lo realizzerò”. E’ proprio in questa fase che la maggior parte dei sogni vengono “distrutti” perché a una prima analisi il sognatore non ha né le competenze, né le risorse e neppure la capacità di realizzarlo. Ad una analisi più attenta invece diventa ovvio che il sognatore è caduto in una trappola, in una visione del mondo sbagliata e falsa in quanto il paradigma del “credere per vedere” afferma che ogni sogno richiede un prezzo da pagare e che va pagato in anticipo.
Se continuerai ad impegnarti e farai davvero tutto ciò che è necessario per realizzare i tuoi sogni, attirerai a te i collaboratori e le risorse per realizzarlo. Invece se aspetti prima i collaboratori e le risorse pe realizzarlo prima di impegnarti non lo raggiungerai mai. Un grande sogno per essere realizzato ti chiede di fare un passo in un terreno che non esiste ma appena ti muovi per fare il passo in avanti…il terreno appare.
Quando hai un sogno devi alimentarlo, nutrirlo e proteggerlo. Impara l’arte del tacere, non parlare della tua idea a persone invidiose perché altrimenti alimenteranno dei dubbi in te. Quando hai un progetto che vuoi realizzare devi essere disposto a tutto per trasformarlo in realtà. Devi innamorarti dei sogni che hai e sentirti responsabile della loro realizzazione. Devi agire. Trasforma quel sogno in un obiettivo e ogni giorno fai delle azioni concrete per realizzarlo. L’azione è il ponte tra il mondo invisibile e quello visibile. E sappi che la Vita premia l’azione.
Sappi anche che se prima di agire…ti prepari alla sconfitta perché “non si sa mai” allora fallirai. La vita non premia chi è “ragionevole” ma chi è intrepido. Questo non vuol dire buttare via tutte le tue risorse ma semplicemente che quando ti sarà richiesto dovrai essere coraggioso e muoverti nella direzione dei tuoi sogni anche senza vedere una sola prova che lo realizzerai. Il guerriero che prima di scendere in battaglia prepara la ritirata ha già perso.
In questa fase non vivrete ancora delle difficoltà
Possibile :
Superata la fase “impossibile” il sogno passa in un periodo in cui trasmette in maniera forte e chiara al sognatore che può farcela. In questa fase attiri dipendenti, collaboratori e risorse per aiutarti a realizzare i tuoi sogni. E’ proprio in questa fase che il sognatore farà conoscenza di varie avversità. Più grande è l’obiettivo che hai e più grandi sono le difficoltà che incontrerai. Le difficoltà ti mostrano su quali aspetti di te devi lavorare per realizzare il tuo sogno. Se ad esempio il tuo sogno è vincere una maratona di 60 km ma inconsciamente sei convinto che sia impossibile correre questa distanza senza farti male, allora durate la maratona ti infortunerai. Le difficoltà sono come degli indicatori interiori, servono a mostrarti all’esterno quali paure, dubbi e convinzioni limitanti superare. Nessuna persona vive delle difficoltà più grandi di quelle che può superare.
Le difficoltà per realizzare un sogno si manifestano soltanto in questa fase, è sono un segnale che il sogno può manifestarsi. Dietro la maschera delle difficoltà si nasconde un alleato per la realizzazione delle nostre aspirazione, esse infatti ci misurano e sfidano la grandezza del nostro desiderio.
La vita non accade a te ma per te;
Inevitabile: 
In questa fase il sogno diventa inevitabile e in poco tempo si manifesterà. Le persone intorno a te ti diranno che era inevitabile che si realizzasse e cercheranno di sminuire il valore della tua opera affermando:”poteva farlo chiunque”. In questa fase la vita ti sta già preparando ad un sogno ancora più grande e puoi iniziare a lavorare alla realizzazione di un’altra visione. Ti viene dato il tempo di goderti quello che hai creato con tanto impegno;
Quindi:
  • Il Sogno ha un prezzo, devi pagarlo in anticipo per poterlo realizzare;
  • Il paradigma è “Credere per vedere” e non il contrario;
  • Più grande è l’ obiettivo che hai e maggiori sono le difficoltà che incontrerai;
  • Chi non ha un sogno diventa il lavoratore dipendente di chi ne ha uno;
Ora non ti resta che decidere qual è il prossimo passo da fare per realizzare il tuo sogno, agire con determinazione e scriverlo nei commenti, in modo tale da prendere un impegno ufficiale con chiunque leggerà questo articolo.
* Articolo inviato al blog e scritto da Danilo Maruca, mental coach che gestisce il sito www.drittoallameta.it.
– Articolo pubblicato anche su Informazione Consapevole.

MUSICA MEDITATIVA PER IL BENESSERE QUOTIDIANO: VIDEO

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Musica meditativa e rilassante per il benessere quotidiano.

FONTE: Youtube

(account ‘Sleep Music Relax Zone‘.)

IL SEGRETO PER LIBERARE LA MENTE DAI PENSIERI NEGATIVI SECONDO BRUCE LEE

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” Vi dirò il mio segreto per liberare la mente dai pensieri negativi. Quando un tale pensiero entra nella mia mente, lo visualizzo come se fosse scritto su un pezzo di carta. Quindi gli do mentalmente fuoco e lo visualizzo mentre brucia fino a diventare cenere.

Il pensiero negativo è distrutto, e non entrerà più “.

Bruce Lee

Quando Ignorare È Sinonimo Di Forza E Saggezza

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Chi l’ha detto che ignorare significa soltanto non sapere o non conoscere qualcosa? Può avere una valenza molto più nobile e saggia, ad esempio per utilizzare in modo intelligente la non-risposta in una data circostanza o prendere le distanze da persone che poco ci si addicono.




Ignorare persone o situazioni, il non alimentare fuochi già incandescenti, è una saggezza che si acquisisce con il tempo e con le esperienze che ci segnano , ci maturano, e accendono quel campanello d’allarme che ci segnala che forse è il caso di non dire nulla, di lasciar correre, di non reagire, dando così grande dimostrazione di forza interiore e saggezza.
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Viviamo in un mondo dove tutti reagiscono agli impulsi esterni, e nessuno è più capace di ignorare niente o nessuno. Conosco persone che oramai inveiscono anche contro la televisione, o s’incattiviscono per una semplice battuta ironica. Tutti pronti sul “chi va là!”.

Ma la reazione a cosa porta?
Conduce forse alla pace o alla serenità?
Altroché, reagire comporta la nascita di forti emozioni negative, che poi diventano ansia, tensione , nervosismo, fastidio o rabbia verso gli altri. Non è forse meglio ignorare certe situazioni o certe persone? A volte ignorare è semplicemente una questione di salute emotiva e protezione del nostro equilibrio mentale, in pratica scegliamo di non reagire per salvaguardare noi stessi. Non è un reato !!
Vedo persone che continuano ad alimentare legami tossici nella speranza di ottenere una ricompensa emotiva che però non arriverà mai. Che senso ha sacrificare il nostro benessere per delle relazioni nocive che, a conti fatti, non ci regalano nessuna emozione positiva? È un discorso che vale in tutti gli ambienti che ci coinvolgono, dal lavoro alla vita di coppia, dall’amicizia fino ai burrascosi rapporti di famiglia. Persone che tendono a salvaguardare più l’apparenza esterna anziché coltivare il proprio benessere interiore.
Per questo motivo ritengo necessario ignorare le situazioni che ci preoccupano senza motivo e fare dono della nostra assenza quando la nostra presenza non è apprezzata. Essere saggi, a volte, vuol dire utilizzare parole vuote e adoperare orecchie intelligenti!
Ignorare non deve essere uno stile di vita, ma bisogna imparare a ignorare quando è giusto farlo.
Ad esempio, quando riceviamo delle critiche gratuite che non sono costruttive, che senso ha intavolare un confronto se non c’è crescita? Solo per affermare chi ha l’Ego più grande?
Oppure, ritengo decisamente saggio ignorare quando notiamo che dietro le azioni o i commenti degli altri si nascondono cattive intenzioni. Evitiamo di stare al loro gioco e soprattutto, di stare al loro livello.

Un racconto buddista ci insegna che per essere felici dobbiamo imparare a ignorare molte persone

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Di Jennifer Delgado Suárez *

I rapporti interpersonali sono una fonte enorme di soddisfazione e felicità, ma sono anche la principale causa d’insoddisfazione e infelicità. Non dovremmo sorprenderci dal momento che tutti i fenomeni e le situazioni hanno due facce, di solito contrapposte.




Quindi, una delle chiavi per la felicità consiste nell’imparare a ignorare parole, atteggiamenti e comportamenti di molte persone.


Infatti, ci sono momenti in cui ignorare è una questione di salute mentale, perché ci sono atteggiamenti che possono destabilizzarci oppure ostacolarci al punto di impedirci di andare avanti e raggiungere il nostro potenziale. Renderci conto che stiamo alimentando rapporti tossici, nei quali noi stessi siamo le principali vittime, è il primo passo per liberarci dalla rete in cui siamo caduti.

Si dice che una volta, un uomo si avvicinò a Buddha e, senza dire una parola, gli sputò in faccia. I suoi discepoli si arrabbiarono.Ignorare è un’arte

Ananda, il discepolo più vicino, chiese a Buddha:

Dammi il permesso di dare a quest’uomo ciò che merita!

Buddha si asciugò con calma e rispose ad Ananda:

No. Io parlerò con lui.

E unendo i palmi delle mani in segno di riverenza, disse all’uomo:

Grazie. Con il tuo gesto mi hai permesso di vedere che la rabbia mi ha abbandonato. Ti sono estremamente grato. Il tuo gesto ha anche dimostrato che Ananda e gli altri discepoli possono essere ancora assaliti dalla rabbia. Grazie! Ti siamo molto grati!

 

Ovviamente, l’uomo non credette a ciò che udì, si sentì commosso e angosciato.

Questo racconto ci mostra che cosa significa esattamente ignorare, una parola che spesso ha un significato negativo e può farci sentire “cattive persone” per ignorare gli altri.

Ignorare significa semplicemente non permettere che parole, atteggiamenti e comportamenti dannosi di altri possano intaccare il nostro equilibrio interiore. Non è necessario ricorrere alla violenza velata o all’aggressività, è sufficiente creare un involucro protettivo intorno a noi.

Si tratta di imparare a ignorare certe persone in certi momenti, e non è neppure necessario allontanarsi da loro, perché, dopo tutto, tutti abbiamo luci e ombre. Ignorare non è una forma di vendetta o un modo per far sentire inferiore l’altro, è solo un modo per proteggerci.

3 situazioni che devi imparare a ignorare

1. Le critiche distruttive. Quando le critiche non sono destinate ad aiutarci a migliorare, ma solo a scoraggiarci e farci sentire inferiori, le dovremmo ignorare. Non lasciare che gli altri ti giudichino senza essersi prima messi nei tuoi panni, e non permettere che le loro critiche ti danneggino.

2. Le cattive azioni. Se una persona si comporta male con te non permettere che il suo comportamento alteri il tuo equilibrio psicologico, perché allora avrà raggiunto il suo obiettivo. Ricorda che può danneggiarti solo ciò a cui permetti di farlo. Se noti una cattiva azione, rivedi le tue aspettative relative a quella persona e vai avanti.

3. Le manipolazioni. Alcune persone cercheranno di controllarti attraverso la manipolazione emotiva. È importante che tu ne sia consapevole e impari a evitare i commenti che fanno leva sul tuo senso di responsabilità, il senso di colpa o anche l’affetto, per farti prendere decisioni che altrimenti non avresti preso. Quando impari a ignorare tali commenti diventi veramente libero di decidere ogni passo nella tua vita.

Costruisci il tuo scudo con la “Accettazione Radicale”

Siamo così abituati a reagire che ci arrabbiamo spontaneamente quando qualcuno si comporta male, o ci rattristiamo quando veniamo criticati. In realtà, queste reazioni sono normali, non dobbiamo pretendere di essere come il Buddha della storia, il problema è quando durano più a lungo di quanto dovrebbero e finiscono per danneggiarci.

Imparare a ignorare è un processo che richiede molta preparazione e un profondo cambiamento di atteggiamento. Anche se può sembrare un controsenso, ignorare efficacemente non significa chiudersi in sé, ma tutto il contrario: aprirsi completamente al mondo. Una tecnica molto semplice e potente per farlo è “l’accettazione radicale”.

Questa tecnica fa parte della Terapia Dialettico-Comportamentale, sviluppata dalla psicologa Marsha M. Linehan dell’Università di Washington, e si concentra nella regolazione emozionale potenziando abilità come la tolleranza all’angoscia e la piena coscienza, quindi affonda le sue radici nella filosofia buddista.

Accettazione Radicale significa accettare completamente qualcosa, senza giudicare. In pratica, molte delle cose che dicono o fanno gli altri ci danno fastidio perché non corrispondono alle nostre aspettative, in qualche modo rifiutiamo di accettare quelle parole, atteggiamenti o comportamenti. Questo rifiuto è la fiamma che alimenta la frustrazione, il risentimento, l’odio o la tristezza.

Quando si pratica l’accettazione radicale si assume semplicemente ciò che è accaduto, senza entrare in giudizi di valore. Assumendo una distanza psicologica si crea uno scudo intorno a noi che ci offre la possibilità di reagire a questa situazione così da non esserne emotivamente danneggiati.

Fonte: Robins, C. J. et. Al. (2004) Dialectical behavior therapy: Synthesizing radical acceptance with skillful means. En Mindfulness and acceptance: Expanding the cognitive-behavioral tradition (30-44). Nueva York: Gilford Press.

* Jennifer Delgado Suárez. Psicologa di professione e per passione, mi dedico a dar forma e contenuto alle parole. Scopri i libri di Jennifer Delgado Suárez

ARTICOLO VISTO ANCHE SU http://tuseiluce.altervista.org/blog/un-racconto-buddista-ci-insegna/

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ARTICOLO PUBBLICATO ANCHE SU https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2017/10/un-racconto-buddista-ci-insegna-che-per.html

STARE NELLA GIOIA

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Abbiamo provato a stare nel dolore, nel disagio, è facile starci, quando un pensiero ti martella forte non è facile uscirne, bisogna inventarsi qualcosa che ci distragga da quel pensiero e di solito lo facciamo ma ora che siamo consapevoli dei meccanismi non evadiamo dai disagi, dalla sofferenza… stiamo lì, per assaporare, con la finalità di comprendere noi stessi, le nostre ferite e portare guarigione.
Ma adesso è giunto il momento di stare nella gioia, anche la gioia effimera di una risata leggendo una frase buffa, stiamo lì, sentiamo cosa accade al nostro corpo quando ridiamo, sentiamo come il petto si apre, secondo me le nostre costole hanno un senso dell’humor pazzesco perchè si spostano per permetterci di ridere con più gusto. Tant’è che se è un po’ che non respiriamo bene, se la risata arriva dopo che siamo stati in tensione senza fare attenzione al nostro respiro, si tossisce.
La tosse è un modo per buttar fuori un surplus di qualcosa, ridendo di gusto buttiamo fuori tutto, inconsciamente, e allora evolviamoci e utilizziamo la risata per buttar fuori consapevolmente, l’abbiamo fatto col pianto, eh si… quanto liquido abbiamo versato negli ultimi tempi… ora cominciamo a buttar fuori microbacilli di tensione, tristezza, delusione attraverso la gioia.
Stare nella gioia si può fare, è possibile, sentire dentro di se la gioia per qualcosa, o per qualcuno, o magari per noi… siamo riusciti ad avvitare l’asse del water senza distorsioni al collo, non è poco credetemi, le viti sono là sotto e non è facile…
Abbiamo trovato il posteggio nella via più intasata della città, abbiamo guidato fino a lì senza arrabbiarci, senza inveire… siamo spiritualmente evoluti… queste sono le piccole prove che arrivano, semplici quotidiane ma rendiamoci conto di che grandi passi abbiamo fatto… c’è senz’altro da provare gioia, ancor più nelle grandi prove e non sto qui a ricordarvi quali sono, non rinvanghiamo il passato ma proviamo senz’altro gioia e gratitudine anche verso di noi, ce l’abbiamo fatta, complimentiamoci con noi stessi.
Quando ciò accade proviamo gioia ed è spontaneo provare anche gratitudine, ecco cogliamo l’attimo, in quell’attimo “sentiamoci”, che senso di completezza, si apre anche il cuore, sembra che lui stesso tiri un sospiro liberatorio, “ce l’ha fatta, c’è riuscita” questo pensa il cuore. Proviamo a restare in quel momento il più a lungo possibile, scaturiscono altri pensieri per cui essere gioiosi, se si chiudono gli occhi si sente di più, proviamoci. Anche la pancia si rilassa, anche quelle pance toniche e scolpite da anni di palestra si rilassano, si rilassano dentro, nell’encefalo emotivo.
L’emozione della gioia è più di un emozione, è un tonico, e come bere a canna dalla bottiglia dell’acqua quando si ha molta sete, una goduria! Ascoltiamo la mente, anche lei si rilassa e non chiacchiera più, è sospesa, in ascolto di quell’attimo che diventa minuti, è bello sentirsi così, è come essere innamorati al terzo giorno dall’incontro, beatitudine, è come tornare bambini, quando provavamo gioia per nulla, eravamo gioia. Facciamola durare più che possiamo questa gioia, assaporiamola e torneremo ad essere gioia.
Sentiamo anche la pelle come si distende, i pori si aprono alla gioia, la respirano, a questo punto siamo gioia, cerchiamo di mantenerci in questo stato meditativo, più spesso lo faremo più entrerà nella nostra capocciona dura, più sarà facile riprodurla anche se non abbiamo un motivo esterno, più entrerà nelle cellule, nella nostra memoria cellulare, più ci trasformeremo in gioia. La gioia va a braccetto con la gratitudine anzi se mettiamo attenzione possiamo sentire che la gioia è figlia della gratitudine, c’è un velo impalpabile che le divide ma se prestiamo attenzione sentite come sono collegate, come siano gemelle, gioia e gratitudine, gratitudine e gioia, ognuno ha il suo sentire, sperimentate!
Lo so non sto scrivendo nulla di nuovo, si sa, esiste anche lo yoga della risata e tante tecniche legate alla gioia, ma mi piace ricordarlo, lo sappiamo bene che ci facciamo prendere dal vortice del quotidiano e ci dimentichiamo di noi… non facciamo i furbi… l’imperfezione è perfettibile come l’impossibile è possibile, l’importante è CREDERCI, come dice il mio amico giullare Walter Klinkon,  ed aggiungo… l’importante è Crederci con Gioia, la gioia, la gratitudine… sono Amore per noi stessi!
Namastè
Om Shanti Amen
Patrizia di Visione Alchemica
Testi di Visione Alchemica

SAVED BY THE LIGHT(OLTRE LA VITA): UN’INTERESSANTE FILM DEL 1995 SULLE ESPERIENZE DI PRE-MORTE

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Di Salvatore Santoru

Oltre la Vita“(Saved By The Light) è un’interessante film(1) incentrato sulle cosiddette “esperienze di pre morte“(2).

Ritorno dall'Aldilà
La vera storia di un uomo morto due volte e delle grandi rivelazioni che ha ricevuto

Voto medio su 7 recensioni: Da non perdere

€ 13.5

Tale film,che vede nel suo cast noti attori statunitensi come Eric Roberts(3), è stato prodotto nel 1995 ispirandosi all’omonimo libro(4) di Dannion Brinkley(5).
Nel video pubblicato qui sopra, vi è il completo film in italiano come andato in onda diversi anni fa su Rai 2.

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Su questo blog, tempo fa era stata ripresa anche una recensione allo stesso film(6).

NOTE:

(1)https://en.wikipedia.org/wiki/Saved_by_the_Light_(film)

(2)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2016/03/che-cose-una-esperienza-pre-morte.html

(3)https://it.wikipedia.org/wiki/Eric_Roberts

(4)https://en.wikipedia.org/wiki/Saved_by_the_Light

(5)https://en.wikipedia.org/wiki/Dannion_Brinkley

(6)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2016/01/oltre-la-vita-il-film-sulle-esperienze.html

 

ARTICOLO PUBBLICATO ANCHE SU https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2016/10/saved-by-lightoltre-la-vita-un-film.html

E SU http://misteroecuriosita.altervista.org/saved-by-the-lightoltre-la-vita-uninteressante-film-del-1995-sulle-esperienze-pre-morte/

E  http://misteriecurosita.blogspot.it/2016/10/saved-by-lightoltre-la-vita.html

I 18 PRINCIPI DEL DALAI LAMA PER UNA VITA MIGLIORE

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Se non riflettiamo in maniera corretta,se siamo troppo miopi,se i nostri metodi mancano di profondità e se non consideriamo le cose con uno spirito aperto e sereno,trasformiamo in grosse difficoltà quelli che all’inizio erano soltanto problemi insignificanti.(Dalai Lama).



I 18 principi del Dalai Lama per una vita migliore

1– Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.

2– Quando perdi, non perdere la lezione.

3– Segui sempre le 3 “R”:

Rispetto per te stesso.

Rispetto per gli altri.

Responsabilità per le tue azioni.

4– Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.

5– Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.

6- Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.

7- Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa percorreggerlo.

8- Trascorri un po’ di tempo da solo ogni giorno.

9- Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.

10- Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.

11- Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta.

12- Un’atmosfera amorevole nella tua casa dev’essere il fondamento della tua vita.

13- Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.

14- Condividi la tua conoscenza. E’ un modo di raggiungere l’immortalità.

15- Sii gentile con la Terra.

16- Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima.

17- Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l’uno dell’altro.

IL PENSIERO COME RISORSA E COME LIMITE

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Di Salvatore Santoru

Ultimamente si parla molto della cosiddetta forza del pensiero, ovvero la capacità che hanno i nostri pensieri nell’influenzare la percezione della realtà o gli stati d’animo.
Molte teorie, siano esse di stampo spirituale che psicologico, si focalizzano sull’importanza del “pensiero positivo” e del controllare, per quanto possibile, il fluire solitamente caotico dei pensieri.
Per quanto possano essere considerate troppo semplicistiche, c’è da segnalare che esse hanno indubbiamente del vero, in quanto com’è noto il pensiero può essere sia una risorsa che un limite, e lo stimolarlo in modo positivo o negativo influisce indubbiamente nella realtà e nella percezione che si ha di essa.

Un’esempio di ciò può essere fatto pensando alle cosiddette “ruminazioni mentali“, le quali solitamente sorgono in seguito a episodi di frustrazione, sensi di colpa o eventi negativi, e, se non controllate, si “cristallizzano” e diventano sintomi di depressione, perdendo il carattere difensivo che avevano originariamente.

Difatti, il continuo stimolare il pensiero in direzione negativa come in tale caso, porta alla “ritualizzazione” di un’atteggiamento negativo e alla sua incisione nel presente, mentre lo stimolare il pensiero in direzione positiva porta a un’attitudine positiva, anche se c’è da dire che ciò non ha valenza assoluta, visto che nella formazione degli stati d’animo entrano in gioco anche molti altri fattori.
Oltre a questo, bisogna ricordare che ovviamente il pensiero costituisce una risorsa eccezionale nel risolvere, superare e sublimare determinati ostacoli, nonché ai fini della creatività e del progresso individuale e collettivo, mentre un suo uso “sbagliato” può costituire eccessivi limiti e problemi, solitamente maggiori rispetto a quelli tangibili.
Come in molte altre attività umane, l’importante non è pensare troppo poco o molto, ma farlo nel modo più funzionale possibile e senza venirne ingabbiati.